Prof.VITANTONIO SIRAGO

Professore di storia romana
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13 - Saverio Strati su "I Cassiodoro, ecc."


Saverio Strati sul “Giornale di Calabria” del 1/5/1985: “Le recensioni che contano. Strati e due libri editi da Rubbettino”.

(Testo)
"Sulla figura di Cassiodoro, uomo politico e di lettere, calabrese vissuto nell’Italia del Tardo Impero dominata dai Goti, si è avuta negli ultimi anni una certa reviviscenza di interessi: lo testimoniano la pubblicazione di una corposa monografìa in lingua inglese ed un convegno celebrativo del 1983. Ma quello che ancora mancava era uno studio su Cassiodoro e la sua famiglia e sul ruolo di questa nella storia politica della romanità del Tardo Impero: è quanto ora ci offre Vito Antonio Sirago col suo saggio: "I Cassiodoro". In una Italia dilaniata da invasioni e continui cambi di governo, da ribellioni e da figure sempre nuove alla ribalta della politica, vi è però - come dimostra lo storico - un seme di continuità: è il seme delle famiglie, di alcuni clan, tra cui quello dei Cassiodoro, che riescono a sopravvivere alla violenza dei tempi. Le origini dei Cassiodoro sono probabilmente orientali; già nel 400 d.C, annota Sirago, troviamo però un Cassiodoro nato in Calabria; ma le figure di una certa rilevanza storica emersero quando la famiglia era già costituita nella sua potenza economica e nei suoi agganci politici. I Cassiodoro su cui si diffonde Sirago sono quattro: il primo Cassiodoro di rilevanza storica è ricordato per la difesa dei territori calabresi e siciliani contro le incursioni dei Vandali; la carriera politica del secondo Cassiodoro di spicco si apre nell’era degli Unni di Attila e si chiude con il saccheggio di Roma da parte dei Vandali di Genserico; il terzo Cassiodoro che merita una citazione negli annali della storia ebbe un ruolo di primo piano nella lotta tra Odoacre e Teodorico per il dominio dell’Italia; infine Sirago si sofferma sull’ultimo dei Cassiodoro, lo scrittore. Un giudizio finale sul quarto Cassiodoro, la cui carriera politica è ben più studiata di quella dei suoi predecessori, non riesce facile, osserva Sirago; lo storico, d’altra parte, non si trova sulla stessa lunghezza d’onda di Arnaldo Momigliano secondo il quale “Cassiodoro, così come da vivo non era mai divenuto una personalità dominante nella politica, non fu dopo la sua morte riconosciuto una personalità dominante nella vita spirituale”. Secondo Sirago invece l’opera politica e letteraria dell’ultimo dei Cassiodoro ha un valore più universale: “essa mostra l’angoscia dell’uomo che crede nella storia e la teme, sapendo che essa può spingersi fino alla estrema crudeltà”.
Saverio Strati



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