Prof.VITANTONIO SIRAGO

Professore di storia romana
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18 - Joan M. Frayn su “Storia Agraria Romana. I Fase Ascensionale”. Napoli, Liguori, 1995


Joan M. Frayn della Kingston-upon-Thames, su Reviews: V.A.Sirago. “Storia Agraria Romana. I Fase Ascensionale”. Naples: Liguori, 1995. Pp. ix+521. ISBN 88-207-2404-9. £. 65.000.

(Testo)
"Vito Sirago, doyen of Roman agricultural studies in S. Italy, has returned to the politico-economic discussion which he entered with L’Italia agraria sotto Traiano in 1958. This new volume, soon to be followed by another, is in one sense a very personal view of Roman history, emphasizing the close connection S. sees between agriculture and the power of the Roman state. This is not merely a reiteration of the importance of land-ownership in the formative years, though all the standard reference material is here. It is an analysis of the influence exerted in the expansion of Roman power by statesmen whose primary motivation was the desire for territorial possessions, to be exploited in the main agriculturally. To supporr bis con-clusions S. has provided (339-45) an annotated catalogue of the patrimonium of Augustus, which will no doubt be widely used.
As we read on, we realize the immensity of the task which the author has set himself. To deal in one volume with the relationship between politics, imperiai power, and agriculture from Numa to Trajan means a foreshortening of all the vistas, and an extreme reliance on ‘proof-texts’ from the ancicnt authors. Chs 12 and 13 suffer particularly from the resulting compression, but may only be intended to lead on to the next volume.
Inevitably the space accorded to the provinces is small. The Romans learnt an enormous amount from their contacts with the Greek East, as well as from further afìeld, and it was never one-way traffìc. This book tells much about land-ownership and administration. We long now to trace the varied activities of the Levantine ports, the movement not just of goods but of individual and éthne the Near East, and the effect of these upon the Romans as they strove to leave their mark on many thousands of miles of ‘the desert and the sown’.
Kingston-upon- Thames
JOAN M. FRAYN

(Traduzione).
“Vito Sirago, decano degli studi riguardanti l’agricoltura Romana nel sud Italia, ha ripreso la discussione politico-economica che iniziò con L’Italia agraria sotto Traiano nel 1958. Questo nuovo volume, che deve essere subito seguito da un altro, è in un certo senso una visione molto personale della storia Romana, enfatizzando lo stretto collegamento che Sirago vede tra l’agricoltura e la potenza dello stato Romano. Questa non è semplicemente una reiterazione dell’importanza della proprietà terriera negli anni formativi, sebbene l’intera materia di riferimento sia qui presente. E’ una analisi della influenza esercitata nell’espansione del potere Romano da parte di uomini di Stato la cui motivazione primaria era il desiderio di possedimenti territoriali, da essere sfruttati principalmente in agricoltura.
Per supportare le sue conclusioni il Sirago ha fornito (339-45) un catalogo annotato del patrimonium di Augusto, che sarà, senza alcun dubbio, di valido ausilio allo studio del tema.
Man mano che procediamo nella lettura, ci rendiamo conto della immensità del compito che l’autore si è assunto. Trattare in un volume le relazioni tra la politica, il potere imperiale e l’agricoltura da Numa a Traiano significa una rappresentazione, in scorcio, di tutta una serie di avvenimenti, ed un affidamento totale sui “testimonia” degli autori antichi. I capitoli 12 e 13 soffrono in particolar modo, per la risultante compressione, ma ciò può solo essere inteso come qualcosa che conduca ad un volume successivo.
Inevitabilmente lo spazio accordato alle province è limitato. I Romani avevano appreso moltissimo dai loro contatti con l’Oriente Greco, come pure con i territori molto più lontani da casa, e non fu mai un traffico a senso unico. Questo libro dice molto della proprietà terriera e dell’amministrazione. Ora noi desideriamo tracciare le svariate attività dei porti Levantini, il movimento non solo delle merci, ma degli individui ed éthne nel Vicino Est, e l’effetto di questi sui Romani man mano che essi lottavano per poter lasciare il loro marchio sulle molte migliaia di miglia del “deserto e del terreno seminato”.
Kingston - upon - Thames
Joan M. Frayn



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